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Il blog di Carlo Ghirlanda

di Carlo Ghirlanda

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Strumenti studio CSO

Sicurezza degli ambienti e degli strumenti: l’abbiamo messa alla prova, ecco i risultati

Da sempre nel CSO siamo molto attenti alle necessità di igiene e sicurezza per ogni singolo paziente e per tutti gli operatori CSO. Negli ultimi anni abbiamo ulteriormente rinforzato la cura nella sanitizzazione degli ambienti indoor, cioè di tutti quei luoghi chiusi ad alta contaminazione microbica e quindi con maggiori rischi al loro interno di infezioni e contagio. La
logica secondo la quale ci siamo attivati è stata quella della prevenzione, in particolare nei confronti di virus,batteri, spore, funghi e altri pericolosi microrganismi, che si evolvono e diventano sempre più resistenti.

La cura della qualità igienica, mantenuta e garantita, permette di controllare ed evitare che questi agenti patogeni entrino in contatto con gli ambienti di lavoro e che possano crearsi contaminazioni microbiche, in particolare in quelle aree cliniche ove garantire tale qualità è sempre più una necessità, non un semplice valore aggiunto.

Per la sanitizzazione degli ambienti il CSO ha deciso di utilizzare, in base alle evidenze della letteratura scientifica, un sistema quotidiano di disinfezione automatica a base di perossido d’idrogeno e argento, in grado di garantire un livello bassissimo di contaminazione residua.

Per essere certi dell’efficacia delle procedure utilizzate, nel Centro Specialistico Odontoiatrico siamo soliti ciclicamente testare l’efficacia del sistema di disinfezione prescelto per valutarne l’efficienza in misura del mantenimento qualitativo ambientale.

Di seguito vi comunichiamo quanto realizzato dal laboratorio di analisi microbiologiche incaricato del test ed i risultati ottenuti.

Scopo del test sul sistema di disinfezione

Il test intende valutare il livello di decontaminazione tramite l’applicazione quotidiana
del sistema di disinfezione per via aerea nel CSO. Le superfici sono state pulite, ma non disinfettate.

Test

Procedura

  • Posizionamento dell’attrezzatura nelle stanze confinate e avviamento secondo le dimensioni dei locali trattati. Studi operativi con riunito dentale 30/40 m3
  • Trattamento alla concentrazione di 1ml/m3 con prodotto al 6% di perossido d’idrogeno (H2O2) e ioni d’argento (10 ppm).
  • Tempo di erogazione: 2 minuti
  • Tempo di azione del prodotto 60 minuti
ambienti dello studio dentistico CSO   ambienti e strumenti dello studio dentistico CSO

Analisi microbiologiche

Il campionamento delle superfici è stato eseguito prima e dopo il trattamento.
Superficie piastra 25 cm2.

superfici da disinfettare nello studio dentistico CSO   superfici da disinfettare nello studio dentistico CSO   superfici da disinfettare nello studio dentistico CSO

Conclusioni

Dalle analisi ottenute, è possibile evincere che l’obiettivo, oggetto del test, è stato raggiunto piuttosto agevolmente con un risultato qualitativo di sanificazione ambientale superiore agli standard abituali raggiungibili con i sistemi tradizionali. In particolare, la bassissima carica batterica presente prima del trattamento, anche dopo una semplice detersione, è la prova dell’efficacia del procedimento messo in atto nel CSO quotidianamente con diligenza e professionalità , da un personale attento al mantenimento di un basso livello di contaminazione.

risultati nel tempo per la disinfezione

La qualità e la sicurezza raggiunta nelle stanze cliniche del CSO, grazie all’ attenta gestione delle pulizie da parte dello staff dello studio e al protocollo di sanitizzazione applicato
giornalmente, mette in sicurezza pazienti ed operatori anche durante gli interventi.

Infatti i campionamenti effettuati nei riuniti, dopo una giornata di lavoro (compresa chirurgia) e dopo una semplice detersione, forniscono risultati sorprendenti che non superano le 4 UFC (Unità Formanti Colonie), livelli di contaminazione al di sotto dei limiti di sicurezza indicati dall’ISPESL. Si tratta di risultati assolutamente irraggiungibili tramite una
disinfezione tradizionale.

I dati dimostrano che il trattamento in uso nel CSO è estremamente efficiente e riduce notevolmente la possibilità di contaminazione nei punti critici e in altre aree soggette a controllo del rischio infettivo. L’alta gamma di efficacia del sistema a base di perossido d’idrogeno utilizzato agisce su microorganismi dei generi più differenti, anche i più resistenti, cause primarie delle contaminazioni crociate (Pseudomonas aeruginosa e biofilm, Koch’s bacillus, Meticillin-Resistant Staphylococcus aureus-MRSA, Enterococcus faecalis, Klebsiella pneumoniae ESBL, Serratia marcescens, Clostridium difficile, Aspergillus niger, Candida albicans, Epatiti, Aids, ecc…).

 

I dati riportati in questo post si riferiscono ad un test effettuato in data 20 giugno 2016 presso il Centro Specialistico Odontoiatrico – Corso d’Italia 92 – Roma

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