Denti del giudizio: cosa accade quando si decide di estrarli

Per molte ragioni, a seguito di un’accurata diagnosi il dentista può consigliare l’estrazione del dente del giudizio per prevenire o curare patologie; in un precedente post sui denti del giudizio abbiamo spiegato le ragioni alla base di una valutazione del genere.
Ma una volta deciso di intervenire, come bisogna procedere?

 

L’estrazione del dente del giudizio richiede una corretta valutazione clinica del paziente con anamnesi, esame obiettivo ed una valutazione radiologica. Fondamentalmente viene eseguita  un’ortopanoramica e, nei casi più complessi, una Tac

Solodopo una completa e attenta analisi delle informazioni ottenute si procede alla scelta della soluzione terapeutica più adatta. Un’adeguata valutazione
pre-operatoria è indispensabile per stabilire il grado di difficoltà e, di- conseguenza, scegliere la procedure più adeguata.

Vi sono, infatti, due alternative all’estrazione tradizionale:

  1. La prima prevede l’estrazione precoce del dente quando è ancora in una fase primitiva di sviluppo. Tale tecnica viene spesso attuata quando si prevede un disturbo dell’eruzione e viene denominata germectomia.
  2. La seconda rappresenta una procedura in cui si esegue la rimozione di una sola parte del dente, la corona. Questa opzione risulta valida quando il dente assume rapporti particolari con il nervo alveolare inferiore: infatti è una soluzione che evita rischi di lesione di quest’ultimo.

Come avviene l’estrazione? In caso di estrazione esistono due differenti approcci:

  • una tecnica chirurgica di base attraverso l’utilizzo di pinze e leve, riservato alle cosiddette estrazioni semplici;
  • nel secondo avremo una tecnica chirurgica “aperta” che avviene con la realizzazione di un’incisione della gengiva finalizzata ad esporre il dente, liberandolo per poi procedere con l’estrazione.

Talvolta si può decidere di dividere il dente in piccoli frammenti in modo da rendere meno traumatica la procedura. Tale approccio è riservato alle estrazioni complesse (denti inclusi, fratturati o in posizioni anomale).

Nella valutazione pre-operatoria, inoltre, è fondamentale distinguere la pianificazione dell’intervento sulla base del dente in questione: dente del giudizio
superiore
o inferiore. Di norma, un dente del giudizio inferiore presenta aspetti peculiari che rendono la sua estrazione mediamente più
difficile
rispetto ad altri denti, in virtù della consistenza dell’osso, la posizione del dente ed il rapporto spaziale esistente tra il dente e il nervo
alveolare inferiore. È sempre necessario, dunque, indagare sulla posizione reciproca del nervo e del dente. L’estrazione del dente del giudizio
superiore è solitamente meno impegnativa in quanto vi sono condizioni che possono rendere più facile l’estrazione. 

Cosa devo fare dopo l’intervento? Entro le prime 48 ore si può assistere alla comparsa di gonfiore, che solitamente scompare nelle 48 ore successive. In caso di sanguinamento si consiglia di tamponare con una garza umida. Il dolore, anch’esso eventualmente presente a seguito di un’estrazione, può essere tranquillamente controllato attraverso l’assunzione di antidolorifici al bisogno. L’odontoiatra potrà se ritiene opportuno prescrivere anche una terapia antibiotica. Non deve destare preoccupazione notare un leggero rialzo della temperatura di pochi decimi nei giorni successivi.

In sintesi, il decorso post-operatorio è gestibile e, salvo complicanze, tutto dovrebbe regredire spontaneamente. In virtù di quanto detto, nei giorni
successivi all’intervento è consigliato riposo per 48 ore, insieme alla cura della pulizia della ferita e attenzione per l’igiene orale.
Una dieta composta di cibi morbidi e freddi aiuta la guarigione. Si consiglia, inoltre, di non sciacquare e di non sputare per non andare a sollecitare la ferita e dunque disturbare la guarigione. È severamente vietato fumare per evitare di ritardare la guarigione.

È possibile che il medico ritenga opportuno prescrivere una copertura antibiotica, prima e dopo l’intervento di estrazione. Dopo circa sette/dieci giorni, si procede alla rimozione dei punti di sutura.

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