Meglio una protesi o un impianto? Nessun compromesso: il massimo del comfort, il massimo della resa estetica

 

Quando inserire una protesi tradizionale? Quando invece optare per gli impianti?

In tanti anni di professione, migliaia di volte mi sono trovato a discutere di questa scelta con i miei pazienti. Nel corso del tempo sono cambiate le richieste e le preferenze, e allo stesso tempo si sono evolute le tecniche. Oggi i pazienti sono particolarmente esigenti e alcune soluzioni avanzate, come quelle che utilizziamo nel nuovo studio CSO, permettono per fortuna di soddisfarle a pieno. Il miglioramento delle tecniche chirurgiche e protesiche ha di fatto completamente rivoluzionato il concetto di riabilitazione protesica su impianti osteointegrati.

Negli anni 80 era difficile convincere un paziente a mettere un impianto invece di un “ponte”: molti avevano paura del “corpo estraneo” e del “rigetto”.

Progressivamente la conoscenza sul tema si è diffusa e, anche grazie ai media, la fiducia nell’implantologia osteointegrata è aumentata e la maggior parte dei pazienti era ben contento di optare per una soluzione protesica con gli impianti ed evitare quindi di limare dei denti. In quegli anni la clinica e la ricerca si concentravano principalmente su aspetti come l’osteo-integrazione e la biomeccanica; si sono così sviluppati principi chirurgici e protesici mirati ad ottenere un restauro funzionale e duraturo. I pazienti in genere non si preoccupavano degli aspetti estetici.

Oggi però le richieste del paziente sono diverse: vuole sì un risultato longevo e affidabile ma anche esteticamente perfetto. Non si accontenta più di poter sostituire una protesi rimovibile con una protesi fissa su impianti, ma pretende che questa sia la più “naturale” possibile. E vuole tutto ciò in tempi brevi.

L’estetica d’altronde, non riguarda solo i denti. L’attenzione così non si concentra solo sulla ricerca di materiali alternativi al titanio ed alle leghe preziose, ma anche sui tessuti “intorno” agli impianti, che devono risultare il più possibile simili a quelli  naturali. Il problema diventa poi ancora più importante nelle sostituzioni di denti singoli, dove abbiamo difficoltà tecniche oggettive nel raggiungere un valido compromesso tra i denti naturali, contigui all’impianto, e l’ impianto stesso.

L’odontoiatria si è evoluta per soddisfare tutte queste esigenze, funzionali e non: così come il paziente, anche la clinica e la chirurgia non si “accontentano” più. Grazie infatti a procedure chirurgiche più o meno complesse, è oggi possibile inserire impianti dove risultano più utili e non solo dove è disponibile l’osso. Queste tecniche di rimodellamento delle superfici ossee permettono inoltre compensare deficit anatomici dell’osso alveolare, delle mucose orali e dei tessuti periorali risolvendo problemi funzionali, estetici e fonetici.

Collegata all’evoluzione delle tecniche chirurgiche è l’evoluzione anche di quelle protesiche. Si riescono a realizzare delle protesi cementate su 6-8 impianti per arcata che assicurano un risultato estetico, funzionale e fonetico del tutto simile a quello ottenuto sui denti naturali. L’uso di impianti nelle riabilitazioni parziali, dal dente singolo all’emiarcata, rappresenta ormai una realtà quotidiana.

La possibilità poi, in particolari situazioni, di poter estrarre il dente e sostituirlo immediatamente con un impianto e poterlo protesizzare in un breve arco di tempo, ha reso ancora più pratica la soluzione che abbina impianti e protesi. Le protesi parziali rimovibili, le protesi fisse su denti naturali e il vecchio ‘ponte’, sono diventate soluzioni di seconda scelta.

Tutto qui? Non proprio. Un’altra variabile che incide ovviamente sul comfort dei pazienti è il numero di interventi necessari per portare a termine il lavoro di riabilitazione protesica su impianti, soprattutto in alcuni casi problematici. Nel nuovo studio CSO siamo in grado di ottenere risultati eccellenti con un ridotto numero di sedute, grazie a delle tecniche chirurgiche messe a punto dal dott. Bruschi, riconosciute a livello internazionale e documentate su molte pubblicazioni scientifiche.  In molti casi si può arrivare a un risultato eccellente in una o due sedute ed in tempi brevi.

Naturalmente non può esistere una unica soluzione a tanti problemi diversi, ma importante è poter offrire tante diverse soluzioni in modo da poter scegliere di volta in volta la più adatta sia dal punto di vista clinico che economico.

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