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di Giovanni Ghirlanda

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Senza denti conseguenze - dentista

Perdere tutti i denti, passare alla dentiera: che c’entra con l’attenzione, la digestione e altri disturbi tipici dell’età avanzata? Ecco cosa ci dice la ricerca

Si sa, con l’avanzare dell’età diventa sempre più probabile perdere dei denti; un problema che interessa tante persone, in una società dove la percentuale di anziani cresce.

Evidentemente la qualità della masticazione peggiora. È stato dimostrato che i pazienti portatori di protesi totali (dentiere) sviluppano forze masticatorie inferiori rispetto a chi mantiene i propri denti, e purtroppo questa differenza aumenta con il passare degli anni.

Per questi motivi i pazienti tendono quindi a mangiare prevalentemente solo cibo morbido, evitando altri alimenti. Uno studio ad esempio testimonia la presenza di bassi livelli di Vitamina A e una limitata assimilazione di frutta e verdura tra i soggetti femminili edentuli. Il ridotto consumo di cibi ad alto contenuto di fibre può indurre problemi gastrointestinali nel paziente senza denti.

Mentre è facile immaginare che i portatori di dentiere abbiano problemi di masticazione, è meno immediato collegare la perdita di denti ad altri problemi dell’organismo. Ad esempio è dimostrato che questi pazienti assumono statisticamente più farmaci (37%) a differenza di coloro che hanno una efficienza masticatoria maggiore (20%).

La perdita degli elementi dentali inoltre può agire come uno stress cronico (a causa dell’aumentata concentrazione di glucocorticoidi nel plasma) diminuendo il numero di neuroni in alcune zone dell’encefalo, causando deficit nella memoria e riducendo le capacità sensoriali orali. Vengono così intaccate alcune attività celebrali, come l’apprendimento e la memoria.

Le persone prive di denti presentano dunque più di frequente alterazioni dell’attenzione, mancanza di fluidità verbale e ridotte capacità visive e spaziali: questi sintomi sono associati a malattie degenerative, come ad esempio la demenza senile. Tali soggetti mostrano infine un aumentato rischio di alterazioni cognitive ed un maggiore rischio globale se la situazione di edentulia si protrae nel tempo.

Diversi studi hanno dimostrato come il ripristino di una stabile efficienza masticatoria porti ad un miglioramento dello status mentale dei pazienti. Nello studio CSO sposiamo in pieno questo approccio, curando nel suo insieme il benessere e la salute dei nostri pazienti, basandoci sulle informazioni che costantemente ci mette a disposizione la letteratura scientifica.

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