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Il blog di Laura Campos

di Laura Campos

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Per avere denti più bianchi devo andare dal dentista? Cosa posso aspettarmi dai “metodi fai da te”?

Come possiamo fare per rendere luminosi e brillanti i nostri denti? Sono efficaci i rimedi “fai da te” per renderli bianchi o nascondere fastidiose discromie? O conviene affidarsi a specialisti di estetica dentale?

La letteratura medico-scientifica ha analizzato per decenni l’evoluzione di trattamenti sbiancanti domiciliari come dentifrici, White strip e collutori, e sono ormai consolidate alcune conclusioni:

  • I dentifrici sbiancanti usati giornalmente possono rimuovere solamente le macchie “estrinseche” dello smalto dentale: stimo parlando delle macchie superficiali rimovibili, causate da collutori, fumo e Hanno però un coefficiente di abrasione maggiore rispetto ai normali dentifrici: a lungo termine creano delle abrasioni irreversibili sulla superficie dentale e un peggioramento cromatico. Riassumendo: efficacia limitata, controindicazioni rilevanti.
  • Il mix di limone e bicarbonato è il più celebre tra i “rimedi della nonna”. Si tratta della combinazione più abrasiva, sensibilizzante e demineralizzante che i nostri denti possano ricevere, quindi da non prendere assolutamente in
  • Dal 2013 tutti i prodotti da banco sbiancanti, come le White strip, hanno subito una forte riduzione della percentuale di Oggi sono sostanzialmente inutili, e allo stesso tempo risultano pericolosi per labbra e mucose.

Gli unici metodi che garantiscono risultati tutelando la salute della bocca sono i trattamenti professionali sbiancanti, eseguiti sotto la supervisione e consiglio di uno specialista .

MA PERCHÉ I DENTI CAMBIANO COLORE?

Le discromie dentali (denti che cambiano colore) possono essere ricondotte a due categorie di fattori: gli specialisti li definiscono estrinseci ed intrinseci.

Tra i fattori estrinseci, responsabili della colorazione esterna del dente, ci sono cibi, fumo, thè, caffè , vino rosso, collutori.

I fattori intrinseci sono responsabili della colorazione interna del dente. Possono essere dovuti all’assunzione di antibiotici e composti fluorati, oppure sono causati da traumi ed emorragie della polpa.

Prima di sottoporsi ad un trattamento sbiancante, sia domiciliare che professionale, è necessario valutare la natura della discromia: è del tutto inutile utilizzare metodi pensati per i soli fattori estrinseci, se invece il problema è associabile a fattori intrinseci.

Le discromie di natura estrinseca sono più facili da migliorare rispetto a quella di natura intrinseca, le quali spesso necessitano di terapie diverse quali esempio le faccette.

COME FUNZIONA LO SBIANCAMENTO PROFESSIONALE? COSA LO DISTINGUE DAI METODI “FAI DA TE”?

Le evidenze scientifiche ci confermano che le discromie intrinseche ed estrinseche possono essere migliorate con l’applicazione di gel sbiancanti a base di Perossido di Idrogeno o Perossido di Carbammide con concentrazioni superiori al 35%.

L’agente sbiancante, attraverso una reazione chimica, è in grado di modificare la struttura delle particelle responsabili delle discromie , rendendo la superficie dei denti più bianca. Si tratta di un processo di disgregazione, in grado di spezzare i doppi legami dei composti organici.

Il gel, applicato ciclicamente durante la seduta, può essere associato all’uso di luce laser o lampada alogena, a seconda della tipologia utilizzata .

Di fondamentale importanza è la professionalità ed esperienza dell’operatore che dovrà consigliare al paziente: per quanto tempo esporsi all’agente sbiancante, il numero di cicli più adatto, il modo migliore per garantire la tutela muco-gengivale dei tessuti orali e delle labbra (dovranno essere sempre protetti mediante l’utilizzo della cosiddetta “diga”).

I RIMEDI DELLA NONNA: RISCHIAMO DI DANNEGGIARE I DENTI! 

Alcuni “rimedi fai da te” possono essere invece fortemente dannosi

  • L’uso del bicarbonato e del limone danneggia la struttura del dente svolgendo un’azione abrasiva chimica e meccanica con conseguenze irreversibili;
  • Il carbone vegetale o activated charcoal non è altro che una sostanza con proprietà assorbenti. Il carbone attivo si lega alla superficie porosa del dente assorbendo tutte le sostanze Fin qui tutto ok; il problema nasce dal fatto che si tratta di una sostanza altamente abrasiva, e l’uso nel tempo può portare ad una erosione importante sulla superficie del dente, anche in relazione a come viene utilizzato lo spazzolino.

COSA SUCCEDE PRIMA E DOPO IL TRATTAMENTO SBIANCANTE?

Prima di effettuare un trattamento sbiancante è necessario sottoporsi ad un’ accurata visita odontoiatrica, dove si valuteranno eventuali lesioni cariose, ipersensibilità e stato infiammatorio gengivale: sono fattori che possono suggerire di evitare o rimandare il trattamento di sbiancamento dentale. In seguito il paziente si sottoporrà ad una seduta di igiene orale professionale per rimuovere placca e tartaro.

Inoltre è importante sottolineare che la reazione chimica sbiancante non può avvenire su restauri protesici ed otturazioni, che quindi non si possono “sbiancare”.

Il paziente deve essere informato che nel post trattamento si possono verificare episodi di ipersensibilità, in particolare durante le 24 ore successive. Questi eventi possono essere tenuti sotto controllo con l’aiuto di dentifrici desensibilizzanti di nuova generazione. Gli agenti sbiancanti continuano a svolgere la loro azione nelle 24/48 ore successive al trattamento; lo specialista potrà quindi fornire un’adeguata dieta post trattamento.

CONSAPEVOLEZZA DEL PAZIENTE E COMPETENZA DEL DENTISTA, PER ACCOMPAGNARE SALUTE E PIACEVOLEZZA ESTETICA

In questo post abbiamo elencato caratteristiche e criticità di varie soluzioni sbiancanti “fai da te”, alternative ai trattamenti professionali, con l’obiettivo di rendere i pazienti più consapevoli delle loro scelte. Il nostro consiglio è quello di cooperare con lo studio odontoiatrico di fiducia per trovare una soluzione allo stesso tempo efficace e sicura per la salute dell’intera bocca, soluzione che necessariamente dovrà essere ritagliata sulle esigenze dello specifico paziente per garantire i migliori risultati.

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