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di Giovanni Ghirlanda

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Denti del giudizio: come riconoscere i problemi e come affrontarli

I cosiddetti “denti del giudizio” possono provocare problemi fastidiosi se non opportunamente trattatati. In questo post condividiamo delle informazioni per aiutare i pazienti a riconoscerli e interpretarli: una efficace cooperazione tra i pazienti e il dentista di fiducia è il modo migliore per prevenire i problemi più seri e identificare meglio le soluzioni.

A cosa servono i denti del giudizio, e come li riconosco

Il particolare nome associato ai denti del giudizio è dovuto all’età in cui compaiono in bocca: accade molto più tardi degli altri denti, generalmente tra i 18 e i 25 anni.

I denti del giudizio sono gli ultimi molari dell’arcata dentaria, detti anche terzi molari. Per riconoscerli basta contare: sono l’ottavo dente di ogni emiarcata.

Il dente del giudizio è l’ultimo dei 3 molari di ciascuna emiarcata ad erompere, dopo il primo molare che erompe a circa 6 anni e il secondo molare che erompe a circa 12 anni. La sua posizione tipica è dietro il secondo molare.

Può però accadere che i denti del giudizio possono non erompano nell’arcata dentale, o che lo facciano con un’inclinazione anomala, a causa di una carenza di spazio. È un problema ricorrente, legato anche alla nostra evoluzione: infatti nel tempo la funzione di questi denti per gli esseri umani ha assunto via via minor importanza.

I nostri antenati masticavano cibi duri e non cotti; questo favoriva l’attività dei muscoli della masticazione e di conseguenza lo sviluppo di arcate dentali più ampie e robuste, dove trovava spazio il terzo molare. L’avvento di cibi cotti e morbidi ha modificato lo sviluppo delle ossa mascellari, che sono diventate via via più piccole, sottraendo spazio a questi molari ormai poco utilizzati, che oggi hanno un ruolo meno importante sia per la masticazione che per il sorriso che siamo abituati a vedere.

Perché i denti del giudizio fanno male?

I denti del giudizio possono creare diversi problemi, spesso dolorosi, per vari motivi.

  • Carie e infiammazioni. La posizione scomoda rende difficile mantenere una corretta igiene orale: sono più difficili da pulire, quindi hanno maggiori possibilità di sviluppare processi cariosi e infiammatori, che si possono talvolta estendere anche al dente adiacente;
  • Se malposizionati possono danneggiare il dente che si trova accanto;
  • Infiammazioni e infezioni: quando i denti del giudizio non fuoriescono completamente si può creare una tasca tra dente e gengiva, dove i batteri e residui di cibo si accumulano;
  • Possono alterare la masticazione: in particolare quando manca il dente antagonista (non c’è un dente del giudizio sull’arcata inferiore corrispondente a quello sull’arcata superiore, o viceversa) tendono a estrudere, quindi scendere o salire;
  • Interferenze con i trattamenti ortodondici.

Sintomi e segni

Ecco i sintomi e i segni di infezione e infiammazione del dente del giudizio.

  • Il primo sintomo è sicuramente il dolore, che può coinvolgere i denti più prossimi e le strutture adiacenti.
  • Il gonfiore è spesso presente, interessa la gengiva e si può estendere alla guancia.
  • Anche l’alito cattivo è un sintomo comune e molto spesso sottovalutato. La moltiplicazione dei batteri e una cattiva pulizia nella zona del terzo molare causano cattivo odore e quindi comparsa di alitosi.
  • Meno spesso causano l’ingrossamento dei linfonodi e delle ghiandole del collo, con difficoltà a deglutire accompagnata da dolore.
  • La febbre, perché quando il corpo combatte un’infezione, la temperatura corporea si alza.

Rimuovere il dente del giudizio: l’estrazione è davvero l’unica soluzione?

Ogni paziente necessita una risposta individuale: in caso di problemi si procede spesso ad estrarre il dente del giudizio, ma solo dopo un attento esame clinico e la valutazione degli esami radiografici l’odontoiatra sarà in grado di consigliare l’iter terapeutico più adeguato.

Cercando di identificare una regola, se il dente del giudizio ha una posizione corretta e non causa problemi, viene valutato con i parametri di tutti gli alti denti: non necessita quindi di essere estratto. Negli altri casi, alcuni elementi orientano verso la decisione dell’estrazione:

  • In mancanza di spazio il dente del giudizio può rimanere incluso, cioè non comparire in arcata, e assumere una posizione orizzontale. L’inclusione del dente non è un problema fino a quando non si crea una comunicazione con l’ambiente orale: solo a questo punto i batteri possono colonizzare il dente non spuntato. Questa situazione causa facilmente fastidiosi ascessi. 
  • Induzione di patologie nel dente che lo precede. Alcuni denti del giudizio mal posizionati favoriscono carie, problemi all’apparato di sostegno dei denti e riassorbimento delle radici.
  • Lesioni cariose importanti. Quando il dente del giudizio si caria è spesso difficile da curare correttamente per la sua posizione; pertanto a volte l’estrazione è l’approccio terapeutico più indicato.
  • Lesioni della guancia. Se questi denti si inclinano in direzione della guancia, nei normali movimenti, possono lesionare la mucosa.
  • Carenza di spazio e trattamento ortodontico. Diversi studi supportano la tesi che i denti del giudizio non determinerebbero affollamento. Tuttavia, talvolta, si rende necessaria l’estrazione per recuperare spazio in arcata ai fini di un corretto trattamento ortodontico.

Estrarre un dente del giudizio: cosa devo sapere

Solitamente i denti del giudizio superiori sono semplici da togliere e non danno complicazioni; anche per molti denti inferiori vale la stessa regola. Ma questa regola può essere condizionata dall’anatomia del dente.

Prima di tutto, quando i denti sono completamente estrusi (spuntati), l’estrazione prevede una procedura più semplice rispetto agli elementi inclusi.

Gli esami radiologici daranno informazioni sulla presenza di strutture anatomiche importanti in continuità con il dente che andranno preservate durante l’estrazione, riducendo al minimo il rischio di complicanze.

È importante sapere che in determinati casi il medico prescriverà una profilassi antibiotica (prima dell’intervento), per ridurre al minimo il rischio di infezione. Dopo l’intervento è prevedibile la prescrizione di un antidolorifico-antinfiammatorio da assumere prima che l’effetto dell’anestesia svanisca e in alcuni casi una terapia antibiotica.

Subito dopo l’estrazione è inoltre spesso indicata l’applicazione di ghiaccio, a intervalli, sul viso, e l’assunzione di cibi morbidi e tiepidi. Inoltre sono sconsigliati fumo e sforzo fisico intenso.

I problemi ai denti del giudizio sono purtroppo frequenti, ma proprio per questo gli studi odontoiatrici sono preparati a gestirli al meglio: se immaginate di avere un problema legato ai denti del giudizio, vi invitiamo a discuterne il prima possibile con il vostro dentista di fiducia per evitare che si generino inutili complicazioni.

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